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RESTAURO CONSERVATIVO DELLE VETRATE
DEL ROSONE MERIDIONALE
DELLA BASILICA DI S. ANTONIO (PADOVA)


Cenni storici

Fra i molti elementi architettonici d’interesse artistico presenti nella chiesa, hanno un’importanza particolare i tre finestroni circolari, più noti come rosoni; uno sulla facciata e due sulle navate all’inizio della curva absidale. Sono stati costruiti per portare luce all’interno ed in particolare, i due laterali, per illuminare dall’alto il presbiterio.

Le prime notizie che abbiamo riguardano il rosone di facciata costruito nel 1436. Nel 1439-40 viene ultimato anche quello a settentrione e nel 1485 quello sulla parete meridionale costruito a cura della famiglia Zabarella.

A causa dello scoppio, nel 1617, della vicina polveriera al ponte del Maglio, tutte le parti invetriate della Basilica vengono distrutte. Nel 1618 la presidenza dell’Arca, ente che segue e tutela i lavori nella Basilica, delibera di fare il rosone meridionale a proprie spese su disegno di Antonio de Biagio che, scrive P. Bernarndo Gonzati ne “La Basilica di S.Antonio di Padova descritta e illustrata”: “si attenne lodevolmente all’antico…”. Nello stesso testo, il Gonzati illustra con alcune tavole la basilica. In una di esse appare il finestrone meridionale sulle cui vetrate compaiono i simboli francescani, le croci e al centro S.Antonio. Forse era questo il disegno originario del ‘400?

In un documento rinvenuto nell’archivio della biblioteca antoniana datato 25 gennaio 1866 la presidenza dell’Arca scrive che è necessario ricostruire il rosone meridionale e che si ritiene opportuna la figura. Purtroppo non è stato ritrovato il cartone del disegno delle vetrate ma è stata rinvenuta presso l’Associazione Centro Studi Antoniani la fotografia in bianco e nero dello stesso.

Si prosegue poi con una successione di documenti tutti del 1866 dove si testimonia che è la ditta di Alberto Neuhauser di Innsbruck a realizzare le vetrate del rosone con la raffigurazione di S.Daniele, S.Bonaventura, S.Antonio, S.Prosdocimo e S.Giustina.

Dopo uno spazio temporale di quasi 30 anni compaiono altri documenti scritti e riferiti al Boito che nel 1894 suggerisce la sostituzione dei vetri colorati dei rosoni laterali per dare più luce al presbiterio.

In seguito sappiamo che vi fu un bombardamento aereo nella notte del 30 dicembre 1917. Non abbiamo documentazioni che attestino ciò e non sappiamo se le vetrate, in questa occasione furono completamente distrutte o solamente rovinate. Certo è che da un’analisi in laboratorio di restauro si è scoperto che le vetrate hanno subito un intervento di restauro consistente nella risarcitura di tessere vitree fratturate con piombi di riporto, sostituzione di tessere vitree mancanti con nuovi vetri o con altri vetri dipinti che si può benissimo ipotizzare provenienti dalle vetrate del rosone settentrionale “prima versione” poiché le tessere di recupero sono colorate e presentano disegni floreali.

Oggi, prima del nostro intervento di restauro conservativo, il rosone meridionale si presenta così



Vi sono differenze rispetto al cartone proposto. Probabilmente tutte le vetrate costruite a rulli sono da imputarsi all’intervento del Boito che però successivamente si è cercato di mascherare per la troppa luce entrante. Attualmente esse presentano un controverto in vetro cattedrale scuro.
Riferimenti bibliografici:

Archivio Moderno della Veneranda Arca del Santo: Lavori, fondi assicurazioni:
Cat. III Cl.I n° 9 Fasc. 6, 7, 8

”La Basilica di S. Antonio di Padova descritta ed illustrata” di P. Bernardo Gonzati Vol. 1 Padova Coi tipi di Antonio Bianchi 1852

“Guida inedita della Basilica del Santo. Quello che della Basilica del Santo non è stato scritto” di P. Valerio Zaramella Padova Centro Studi Antoniani 1996

“Basilica del Santo. Dipinti, sculture, tarsie, disegni e modelli” a cura di Giovanni Lorenzoni, Enrico Maria Dal Pozzolo Centro Studi Antoniani ed. De Luca

“La Basilica del Santo. Storia e Arte” testi di C. Bellinati, G. Bresciani Alvarez,
V. Gamboso, L. Puppi, A. Vecchi Padova ed. De Luca

Stato di fatto

Ad un primo esame sul posto notiamo che esternamente per tutte le vetrate sono presenti delle reti metalliche di protezione ed ogni singolo pannello è irrigidito da una barra metallica, in alcune parti a tondino in altre a barre sagomate (le cosiddette “ragnatele”). I pannelli sono inseriti direttamente nella struttura in pietra e sigillati su tutto il perimetro sia internamente sia esternamente tramite uno stucco. Tra un pannello e l’altro vi è una struttura a barre metalliche orizzontali di rinforzo ancorate anch’esse alla pietra.

Le vetrate risultano ricoperte di fuliggine e materiale polverulento sulla superficie interna e sul lato esterno presentano macchie di ossidi di rame e ferro in prossimità delle “ragnatele”. Un discreto numero di tessere vitree risultano fratturate o addirittura mancanti. Si è notato inoltre che i primi due pannelli superiori di tutte le vetrate sono stati erroneamente montati con la pittura a grisaglia verso l’esterno
Intervento di restauro conservativo del rosone a mezzogiorno

PROBLEMI

INTERVENTI

VETRI

VETRI

Strato costituito da deposito superficiale e polverulento di fuliggine sulla superficie interna. Su quella esterna presenza anche di macchie di ossidi di rame e ferro.

Dato il buono stato della pittura a grisaglia si è proceduto con:
Pulizia meccanica con tamponi di ovatta
Lavaggi con soluzione acquosa (nei punti più critici si sono usate spazzole morbide)


Tessere vitree fratturate:
Fratture semplici
Fratture multiple

Per le fratture semplici si è proceduto con l’incollaggio delle tessere con speciale adesivo.
Per le fratture multiple si è valutata la sostituzione delle tessere vitree.
Quest’ultimo intervento si riferisce soprattutto ai pannelli costituiti a rulli di cui molti presentano fratture multiple e a “ragnatela”


Tessere vitree mancanti

Integrazione con nuove tessere rese riconoscibili, previa documentazione fotografica delle sostituzioni


Tessere vitree non originali (di reimpiego prese da altre vetrate)

Le tessere vitree non originali sono state lasciate a testimonianza del precedente intervento.

Necessità di oscurare i pannelli costituiti con vetri soffiati a rullo per diminuire la luce entrante.

Ai pannelli costituiti con vetri soffiati a rulli della parte inferiore è stato accoppiato un vetro soffiato dello stesso colore del pannello della parte superiore.



TESSITURA DEI PIOMBI

TESSITURA DEI PIOMBI


Ossidazione e depositi superficiali di fuliggine e polvere dei piombi

Pulizia meccanica con spazzole leggermente abrasive

Piombi fessurati

Dove possibile si è proceduto con la ri-saldatura dei piombi fessurati, altrimenti si è provveduto alla sostituzione degli stessi.



Piombi aggiunti (sono i piombi aggiunti in fase di precedenti restauri per risarcire le tessere vitree fratturate)

Sono stati lasciati al loro posto, quali testimonianza dei precedenti interventi, e risaldati dove necessario.

Piombi di perimetro molto ammalorati

Sostituzione con nuovi piombi





INTERFACCIA VETRO-PIOMBO INTERFACCIA VETRO-PIOMBO

Poca rigidezza dei pannelli

I pannelli sono stati irrigiditi con uno stucco a base di olio di lino annerito con nerofumo e cariche inerti (scagliola)

TELAI, RETI, BARRE DI IRRIGIDIMENTO(ragnatele) TELAI, RETI, BARRE DI IRRIGIDIMENTO(ragnatele)

Telaio inesistente

Rimozione delle fasce laterali vitree di cui tutti i pannelli sono forniti e che non vanno a pregiudicare la leggibilità totale. Queste ultime sono state sostituite con lamine di piombo che hanno agevolato il ri-montaggio dei pannelli direttamente nella struttura in pietra. I pannelli sono stati fissati alla pietra tramite uno stucco dalle caratteristiche fisiche e chimiche affini a quelle dell’originale riscontrate dalle precedenti analisi chimiche.

Ossidazione delle reti e ragnatele metalliche

Le reti di protezione sono state sostituite con un controverto di protezione stratificato con applicazione di una speciale pellicola in PVB che riduce la trasmissione dei raggi ultravioletti al 99%. Tali controverti sono stati montati sui telai ripristinati delle reti di protezione.
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